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Telemarketing, che fine hanno fatto i prefissi unici dell’AgCOM?

ARTICOLO / IN EVIDENZA / LAVORO / 16 febbraio 2019

Avevamo gioito tutti, quando un annetto fa era stata annunciata la svolta riguardo alle comunicazioni commerciali via telefono e posta. Avrebbero dovuto essere istituiti due numeri dedicati (0844 e 0843) che ci avrebbero permesso di identificare gli “scocciatori”. Avrebbe dovuto altresì esserci una stretta riguardo alle comunicazioni di telemarketing con invio al proprio indirizzo postale.

Le novità inattuate sul telemarketing

telemarketingIn realtà i giochi sono ancora fermi, e la disciplina del telemarketing è bloccata. Solo di recente (19 gennaio scorso) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.R. n.149/2018, quello che contiene il regolamento sull’impiego della posta cartacea. Manca invece l’estensione del blocco delle chiamate indesiderate a tutti i numeri riservati, cellulari compresi. Malgrado la norma che la rende possibile risalga al 2017, non possiamo ancora liberarci dalle chiamate indesiderate sul cellulare. Manca infatti il Regolamento attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico. E dire che avrebbe dovuto essere pubblicato entro novanta giorni, a partire dal 4 febbraio 2018.

I prefissi 0844 e 0843

Altro buco nell’acqua sono i prefissi dedicati ai call center. Lo 0844 avrebbe dovuto identificare le telefonate finalizzate a pubblicità, vendita e comunicazione commerciale. Lo 0843 invece avrebbe dovuto identificare le telefonate a scopo di attività statistica. Anche in questo caso non è cambiato nulla finora, con i cittadini che continuano ad essere disturbati da insistenti operatori telefonici a qualsiasi ora del giorno. Manca l’accordo tra le compagnie telefoniche che hanno le numerazioni dei call center e la Fondazione Bordoni, quella che gestisce il Registro delle opposizioni. Senza accordo, i nuovi prefissi rimangono inutilizzabili. E quando l’accordo ci sarà, l’AgCOM consente altri 6 mesi per concretizzarlo.

La “pezza” dell’AgCom

L’Agcom ha cercato di offrire una “soluzione tampone” agli utenti, mettendo loro a disposizione un’area sul sito dell’Autorità, dove inserire il numero che ha chiamato e scoprire l’anagrafica dell’attività di call center. Ma ciò è limitato solo a quelli che sono iscritti al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione). Se non sono iscritti, la ricerca non produrrà alcun risultato. E inoltre si possono rintracciare solo numeri nazionali, e conoscere solo genericamente che a contattarci è stato un call center.

Va anche detto che la stessa normativa che impone questi due numeri, in realtà fa acqua da un bel po’ di parti. L’uso dei numeri predeterminati infatti non è un obbligo assoluto. Esiste però un’alternativa, ovvero usare un prefisso che sia individuabile e richiamabile. In altre parole gli operatori che lavorano nei call center potranno utilizzare anche numeri diversi da quelli con codice 084, definiti dalla delibera, con il solo obbligo che siano contattbili tramite questi numeri.


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