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Forio d’Ischia e la leggenda della spiaggia di Citara

IN EVIDENZA / TURISMO E VIAGGI / 30 settembre 2019

Ischia è indubbiamente una delle isole più famose e belle d’Italia, e non solo. Meta prescelta di numerosi esponenti dello sport, della cultura e dello spettacolo, non è un caso se viene considerata come la location ideale per delle vacanze da sogno.

Tra i comuni dell’isola che meritano sicuramente di essere visitati vi è Forio, che con i suoi 12,90 chilometri quadrati è il più grande comune dell’isola.

Abbraccia tutto il lato occidentale dell’isola ed è famosa per la bellezza del suo paesaggio e delle sue meravigliose spiagge.

A partire dalla spiaggia di San Francesco, passando per Cava dell’Isola, fino ad arrivare alla Chiaia e alla Citara, infatti, avrete solamente l’imbarazzo della scelta. Proprio sulla spiaggia di Citara vi è una leggenda che sicuramente vi lascerà senza parole.

La leggenda della spiaggia di Citara

In base ad un’antica leggenda, la sorgente termale di Citara è alimentata dalle lacrime di Venere che continuano a sgorgare in seguito alla perdita del suo grande amore Adone.

Sul versante ovest dell’isola si trova la bellissima spiaggia di Citara, detta anche Cetara. Caratterizzata da una vegetazione tropicale e sub-tropicale, è famosa per la presenza dei Giardini Poseidon, ovvero il parco termale più famoso dell’isola e per la capacità di offrire un paesaggio davvero unico nel suo genere.

Ma perché viene chiamato “Citara”?  Ebbene, una spiegazione in tal senso è offerta da una famosa leggenda greca, Il Mito di Venere e Adone, in base al quale è possibile collegare il nome della spiaggia a Venere “citerea”. Questo appellativo era attribuito alla dea perchè “Citèra” era il luogo di nascita di Afrodite.

A tal proposito si narra che la sorgente termale di Citara sia tutt’oggi alimentata dalle lacrime di Venere che continuano a sgorgare in seguito alla perdita del grande amore Adone. In base alla storia, infatti, il giovane e bello Adone venne ucciso nel corso di una caccia da un cinghiale. Nel momento in cui la dea venne a conoscenza di questa terribile notizia, decide si correre subito da Giove per chiedergli di riportare il suo amato in vita.  Nel frattempo, però, anche Persefone, sposa di Ade e regina degli Inferi, si era invaghita del giovane, e pertanto non aveva alcuna intenzione di restituire Adone al mondo dei vivi.

A quel punto Giove decide che Adone avrebbe vissuto per sei mesi nel regno dei morti e per gli altri sei mesi sarebbe potuto tornare tra i vivi. Venere disperata per la perdita dell’amato, decise di spiegare le vele della nave per dirigersi verso l’isola d’Ischia. Sofferente mentre ricordava il suo grande amore, riempiva di lamenti i lidi.

Con gli occhi pieni di lacrime, inoltre, esclamò: “Scorrete, lacrime, segni evidenti di un triste lutto! Così conviene celebrare e dare onore al giovanetto. Così il dolore bruci i cuori. Né minor vena si sparga da perenne fonte e attesti eterno amore al cenere. Occhi miei, versate eterne lacrime che la terra poi restituirà nuovamente, dopo averle assorbite, come il fiume Meandro che dopo tortuoso giro fa ritorno alle sue sorgenti”. La terra iniziò in poco tempo a liquefarsi e nacque a quale punto una nuova sorgente, ovvero il bacino termale di Citara.

Una leggenda davvero incredibile, che sicuramente affascina tutti i visitatori del posto. Se anche voi siete rimasti ammaliasti da questa storia, non vi resta che prenotare un hotel B&B Forio e immergervi nelle lacrime di Venere.


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