industria 4.0

Molti hanno parlato e/o sentito parlare del decreto Industria.4, che consente un ammortamento del 250% su alcuni tipi di beni industriali.

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Dal punto di vista economico non occorre essere un genio per valutare che è un sistema per agevolare le aziende che a fronte di un investimento di 100 possono portare a costo 250, il che significa non pagare le tasse non solo sui 100 investiti, ma su altri 150 fittizi.

Non è compito nostro fare delle valutazioni in merito, pur ritenendo che le tasse su quei 150 dovranno certamente pagarle altri, ovvero quelli che le pagano di solito. Inoltre è un modo per scaricare sui governi futuri l’onere di trovare le coperture sempre più scarse ai bilanci dello Stato, ma dato che l’italiano medio pensa allo Stato come una cosa estranea, procediamo oltre.

Vorrei porre l’attenzione su un aspetto tecnico della legge, sulla quale come sempre gli italiani hanno trovato più utile interpretare, anziché leggere.

Questo decreto pone dei chiari limiti alla possibilità di applicare questo super ammortamento, ad esempio non è sufficiente che una macchina sia comandabile da remoto mediante un software, devono esistere precisi requisiti in base ai quali si dimostri l’innovazione introdotta nella gestione di tale macchina.

Ad esempio, un carica barre per un tornio automatico, non rientra a nostro avviso nei requisiti del decreto perché non è sufficiente impostare i parametri di funzionamento da remoto per rispettare la legge.

Allo stesso modo un distributore di merendine o di sigarette, seppur controllati da remoto (?) non rientrano in tale legge, pensata peraltro per investimenti di notevoli dimensioni, tant’è che fissa un limite di 500.000 € per l’autodichiarazione.

Convinti di saper leggere il testo della legge senza interpretazioni e convinti di non aver bisogno dell’interpretazione di terzi per capire i limiti imposti, ci siamo sempre rifiutati di predisporre le relazioni a supporto della richiesta di agevolazione, contro i nostri stessi interessi, perché riteniamo che aiutare a fare una cosa illegale, non rientri nel nostro lavoro.

Al nostro rifiuto ci siamo visti opporre le seguenti argomentazioni: ma lo fanno tutti, ma il MISE ha scritto che i distributori rientrano in Industria .4, ma i più importanti organismi notificati fanno queste relazioni, ma voi siete i più intelligenti del mondo, perché avete capito cose che i più importanti enti non hanno capito (sarcastico).

Premesso che rifiutando di fare queste relazioni noi ci rimettiamo dei soldi, quindi non abbiamo interessi specifici, ci sono alcuni aspetti da chiarire:

  • Perché richiedere una relazione onerosa, se fino a 500.000 € è sufficiente un’autodichiarazione? Forse si cerca qualcuno che risponda penalmente, mentre dovrebbe essere chiaro che sarà il beneficiario a rispondere?
  • Perché pensare che un’agevolazione agli investimenti possa diventare sic et simpliciter (così e semplicemente) uno strumento di vendita?
  • Perché arrabbiarsi con noi, che cerchiamo di spiegare che in futuro si potrebbe essere chiamati a restituire i benefici ottenuti, invece di decidere di procedere con coloro che sono ben disponibili a produrre relazioni, senza alcun problema? Forse la verità disturba? Probabile, altrimenti sarebbe sufficiente ignorarci.

Il fatto che tutti i principali produttori di distributori o i maggiori produttori di macchine adottino questi stratagemmi, per incentivare le vendite, non rende legale un’illegalità, il decreto è scritto in modo chiaro ed è sufficiente leggerlo, cosa che sospettiamo non abbia fatto nessuno di coloro che ci hanno interpellato.

Noi continueremo a rifiutare di preparare relazioni della cui legittimità non siamo convinti, lasciando ben volentieri lo spazio ad altri e lasciando che chi vuole approfitti di opportunità che non gli competono, confidando sul fatto che i controlli saranno inefficaci e che potrà trarre profitto dalla solita incapacità delle nostre autorità di controllo, non importa, per noi valgono prima di tutto i nostri valori tra i quali ce n’è uno che si chiama onestà.

 

Renato Carraro

C & C Sas

Via Lauro, 95

35010 – Cadoneghe (PD)

La Marcatura CE

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