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Ristorazione e Somministrazione del Cibo, Quale Futuro Dopo il Lockdown

CIBO E BEVANDE / CUCINA E GASTRONOMIA / IN EVIDENZA / 5 ottobre 2020

La ristorazione sta subendo un periodo di grave crisi economica dovuta al recente lockdown, un evento che porterà ad una forte ristrutturazione in ambito della somministrazione del cibo.
Per mesi in cui il lockdown ha costretto alla chiusura della ristorazione al pubblico permettendo solo la consegna al domicilio.
Nonostante la riapertura buona parte della ristorazione classica non è riuscita a ripartire anche a causa delle limitazioni imposte dalle autorità.
Molte persone preferiscono rivolgersi a servizi di ristorazione alternativi come il delivery o i classici servizi di catering Firenze, Milano, Roma, ecc, declinati nella sua forma più essenziale della sola consegna a domicilio senza l’ausilio di servizi aggiuntivi.
Queste forme di ristorazione sono divenute molto più diffuse anche per i lunghi mesi di lockdown in cui era possibile svolgere solo questo genere di attività, un periodo che ha portato alla diffusione e alla relativa abitudine dei consumatori a servirsi di tali servizi a discapito della ristorazione più tradizionale.
Non tutta la ristorazione composta da trattorie, pizzerie e ristoranti al pubblico hanno subito gli stessi cali di lavoro, ad avere le perdite più rilevanti sono sicuramente quelle attività che svolgono ristorazione al pubblico nei luoghi a maggiore propensione turistica straniera.
La sospensione dei voli durante il periodo del lockdown e la forte riduzione delle tratte aeree internazionali, anche dopo la riapertura, ha di fatto svuotato quei luoghi che erano frequentati da turisti stranieri, fatta eccezione per quelli che provengono dai paesi limitrofi che hanno potuto utilizzare mezzi alternativi come le auto e il treno.
Questo ha innescato una forte crisi per tutta la ristorazione presente soprattutto nei centri storici delle città che attraevano il maggior numero di turisti provenienti da altri paesi.
Un andamento diverso hanno beneficiato quei ristoranti o locali pubblici che sono situati in zone contraddistinte da una clientela locale che pur subendo una importante diminuzione del giro di affari hanno comunque in parte ripreso a lavorare.
La ristorazione dovrà fare i conti anche con la recessione che comincia a manifestarsi in modo pesante sulla capacità di spesa delle persone.
Se in un primo momento il problema per la ristorazione era percepito in base alle restrizioni imposte dalle autorità in merito al distanziamento e all’obbligo delle mascherine, anche la diminuzione delle possibilità economiche delle persone potrebbe portare ad una ulteriore calo di fatturato per la ristorazione che in questo caso finirebbe per riguardare anche settori come il catering ed il delivery.
In sostanza si prevede che per la ristorazione ci sarà una diminuzione sostanziale sia del giro di affari che del numero degli esercizi, solo quelle attività che avranno la solidità e una posizione strategica in particolari luoghi potranno reggere sul lungo periodo in attesa di una ripresa economica generale.


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