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Alimentazione per il trekking: cosa mangiare prima, durante e dopo un’escursione

TURISMO E VIAGGI / 26 febbraio 2020

Il dispendio di energie anche nelle escursioni in montagna più semplici è elevato. Infatti, una camminata in salita su un sentiero impervio e con condizioni metereologiche avverse può rivelarsi un’attività davvero faticosa. Quando la quota del trekking è notevole e la quantità di ossigeno si riduce, lo sforzo si fa ancora più intenso.

Scegliere l’alimentazione per il trekking più sana ed equilibrata consente al nostro corpo di generare energia e combattere la diminuzione dell’ossigeno. E’ bene sottolineare che le decisioni sul cibo per il trekking riguardano il prima, il durante e le ore successive all’escursione.

Valutare gli alimenti per le proprie camminate in montagna è una scelta di pari importanza a quella relativa a cosa portare con sé nella passeggiata. D’altronde, sentirsi deboli e privi di forza o, al contrario, essere appesantiti da pasti troppo “ricchi” potrebbe influenzare negativamente l’andamento generale dell’escursione.

Se l’escursione è più improntata al cibo rispetto alla volontà di immergersi totalmente nella natura, come avviene nelle camminate enogastronomiche, è preferibile ridurre la durata e la lunghezza del percorso, onde evitare sforzi fisici eccessivi.

Cosa mangiare prima di un’escursione: la colazione

Già nei giorni in cui non abbiamo in programma delle attività particolarmente pesanti dal punto di vista fisico la colazione è il pasto più importante della giornata. In occasione dei trekking lo è ancora di più.

In generale, è una buona pratica prediligere una colazione abbondante e composta da cibi calorici che però non appesantiscano in maniera esagerata lo stomaco, soprattutto se la camminata che si andrà ad affrontare è piuttosto lunga e provante. Inoltre, questo pasto andrebbe consumato a circa 1-2 ore di distanza dall’inizio dell’escursione.

I carboidrati rappresentano un’ottima fonte da cui attingere per il carico energetico dato che sono assimilabili facilmente e perciò non dovrebbero mai mancare nella colazione. Se si è soliti mangiare pane tostato o fette biscottate con marmellate o miele spalmato sopra, si è sulla buona strada. Questo tipo di colazione, a cui si può abbinare altri alimenti come cereali, frutta, biscotti secchi e tazze di latte o , vi darà lo sprint per affrontare la camminata con energia.

Alimentazione per il trekking: cosa mangiare durante un’escursione

Innanzitutto, ancora prima degli alimenti, è giusto evidenziare l’importanza ricoperta dall’idratazione. Grazie al continuo recupero dei liquidi persi nel corso del trekking, si ripristinerà l’equilibrio dell’organismo e i sali minerali lasciati per strada saranno reintegrati.

Specialmente nelle escursioni estive si perdono molti liquidi a causa dell’elevata sudorazione. A questo si aggiunge l’innalzamento della frequenza di respirazione, legata all’impiego delle forze fisiche, che determina la dispersione di liquidi trasformati in vapore acqueo. Per tutti questi motivi, il consiglio è quello di bere piccoli sorsi ad intervalli di circa mezz’ora a cui si possono abbinare dei sali minerali. In aggiunta, idratarsi poco diminuisce l’afflusso di liquidi all’esterno delle cellule e conduce i nervi ad essere sovrastimolati e, dunque, a rilasciare una scarica che provoca l’insorgere dei crampi.

Per quanto riguarda l’alimentazione, i fattori da tenere a mente quando si pensa a cosa mangiare durante l’escursione sono:

  • la presenza o meno di scorte di cibo sufficienti.
  • la digeribilità degli alimenti.
  • il peso del cibo (poiché ciò che si mette nello zaino contribuisce ad incrementare il suo carico).
  • capacità del cibo di sfamare e, possibilmente, di essere appetitoso.

Alcuni degli alimenti per il trekking in montagna, adatti a mantenere uno stato energetico accettabile, sono:

  • biscotti secchi (senza crema).
  • frutta fresca e se possibile di stagione. Sono da evitare agrumi e banane.
  • cioccolata.

Un discorso a parte meritano le barrette proteiche o energetiche, molto utilizzate nelle camminate in montagna per via del loro apporto calorico e della comodità sia nel mangiarli (mentre si passeggia o si è fermi per una pausa) che nel portarli con sé.

Oltre a ciò, per le escursioni di più giorni vengono spesso scelti i cibi liofilizzati. Gli alimenti sottoposti ad un processo di essiccazione, sono conservabili per un periodo più lungo e allo stesso tempo riescono a conservare le proprietà nutritive. Queste caratteristiche rendono gli alimenti liofilizzati perfetti per i trekking di più giorni.

Cosa mangiare dopo un’escursione

Dopo una lunga giornata trascorsa a camminare fra la natura, quasi sicuramente vi sentirete stanchi e avrete bisogno di reintegrare le energie e i sali minerali spesi.

Nel corso della passeggiata, lo sforzo profuso avrà prodotto acido iurico. Perciò, sono da evitare la carne e gli insaccati, ovvero alimenti che altro non fanno che aumentare il livello di questa molecola. Al contrario, minestre con pasto o riso oppure in alternativa i legumi sono cibi perfetti per fare il carico di proteine.

Altri alimenti adatti per il post-escursione sono i fagioli, i ceci e i piselli. I formaggi magri, grazie all’azione antiossidante sono in grado di riequilibrare l’intero organismo.

Se si avverte che il proprio stomaco è in subbuglio e si percepisce dell’acido allo stomaco, la soluzione è rappresentata dall’acqua bicarbonata. I succhi di frutta, sconsigliati in caso di acidosi, sono utili a reintegrare il potassio e ad espellere le tossine.

Infine, una tazza di latte oppure della verdura e frutta saranno degli ottimi alleati per rialzare il livello delle vitamine presenti nel corpo.

Il falso mito dei cibi dolci

Non di rado, molti cadono nell’errore di considerare i cibi dolci come alimenti in grado di fornire energia e forza per l’attività fisica. In una corretta alimentazione per il trekking, i cibi con un indice glicemico elevato come dolci, bevande zuccherate e cioccolata (a meno che non sia fondente) sono da evitare, in quanto non sono d’aiuto nell’eventualità di uno sforzo prolungato per più ore.

Infatti, ad una carica energetica iniziale consegue un rilascio di insulina che fa calare i livelli glicemici ad una quota ancora più bassa di quella che si aveva prima di assumere cibi e bevande dolci.











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26 February 2020


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